Alien – La clonazione

Film,  1997, 

Voto TMDB: 6.2

Dove Vederlo: Disney Plus

Regista: Jean-Pierre Jeunet

Duecento anni dopo essere morta, in un’astronave attrezzata a laboratorio Ellen Ripley (Sigourney Weaver) viene in qualche modo resuscitata grazie a un esperimento di clonazione. Ma le cose non sono così semplici e in Ripley si sono mescolate caratteristiche aliene. Oltre a ciò, Ripley si rende conto che lo scopo della sua resurrezione è quello di estrapolare la regina aliena che vive dentro di lei. A peggiorare le cose, le creature aliene allevate da scienziati privi di scrupoli scappano e cominciano a uccidere.
Sigourney Weaver
Winona Ryder
Dominique Pinon
Ron Perlman
Gary Dourdan

Pregi e Difetti


Pregi

  • Stile Visivo Originale: Jean-Pierre Jeunet imprime al film un’identità estetica molto personale, fatta di ambienti decadenti, fotografia verde-malata e scenografie sporche e grottesche.
  • Ripley Evoluta: La nuova versione clonata di Ripley offre un personaggio ambiguo e inquietante, interpretato da Sigourney Weaver con grande carisma e intensità.
  • Creature ed Effetti: Gli ibridi genetici e gli effetti pratici mantengono forte il lato body horror della saga, con alcune sequenze disturbanti ancora molto efficaci.
  • Tono Ironico: L’umorismo nero e il gruppo di mercenari donano al film un’energia diversa rispetto ai capitoli precedenti.
  • Atmosfera Decadente: Il senso di corruzione biologica e scientifica crea un universo sporco e pessimista coerente con la saga.

Difetti

  • Cambio di Tono: L’approccio ironico e caricaturale rompe l’atmosfera horror più seria costruita nei primi film.
  • Sceneggiatura Irregolare: Alcuni personaggi e sottotrame vengono sviluppati superficialmente, riducendo l’impatto emotivo.
  • Villain Poco Memorabili: Gli antagonisti umani risultano meno incisivi rispetto alla Weyland-Yutani o alle minacce precedenti della saga.
  • Eccessi Stilistici: Alcune scelte visive e narrative risultano sopra le righe e possono dividere il pubblico.

Conclusione:
Un sequel molto divisivo ma ricco di personalità visiva. Pur lontano dalla tensione dei primi Alien, riesce a distinguersi grazie allo stile autoriale di Jeunet e a una Ripley sorprendentemente diversa.